Il Corno Grande

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IL MONTE CHE E’ DETTO CORNO

Mirand'all'intorno, pareva che io fussi in aria

[Cit. Francesco de Marchi]

L’intero gruppo montuoso del Gran Sasso d’Italia anticamente veniva identificato con il nome di Monte Corno, ma lo stesso toponimo veniva utilizzato per indicare la sua montagna più alta e prominente, il Corno Grande. Il Monte, prima di emergere, era un bacino marino formato da barriere coralline coperte da acque basse.

Il Corno Grande vanta le quattro vette più alte dell’intero massiccio: la Vetta Occidentale che raggiunge i 2913 m di quota ed è la vetta più alta dell’intero Appennino, la Vetta Orientale a 2903 m, la Vetta Centrale a quota 2893 m ed infine il Torrione Cambi a quota 2875 m.

Raggiunta la cima la vista spazia a 360° su tutte le altre vette del Gran Sasso d'Italia, i Monti della Laga, su gran parte dell'Italia centrale, il Mar Adriatico e gli altri grandi massicci e gruppi appenninici.

La prima ascesa alla vetta documentata, risale al 19 agosto del 1573 ad opera del sessantanovenne Francesco de Marchi che affascinato dalla possente montagna volle tentarne la scalata insieme ad altri cinque compagni.

Molteplici sono le vie escursionistiche ed alpinistiche tracciate per raggiungere la vetta, la più adatta ad escursionisti meno esperti è la famosa “Via Normale” che dal Rifugio Franchetti in circa due ore porta alla cima Occidentale. Altra famosa via, per la stessa vetta, è la “Direttissima” per affrontarla bisogna avere un minimo di confidenza con la roccia e non soffrire di vertigini, in quanto sono molti i punti esposti; per la salita è necessario il caschetto vista la facilità di distacco e caduta di massi e pietre.La notorietà di questo sentiero deriva dalla bellezza dei suoi paesaggi, una combinazione di torrioni, canali e paretine; dal percorso si può ammirare la rinomata Valle dell'Inferno.

  • Per salire alla Vetta Orientale e a quella Centrale sono praticabili numerose vie di roccia che risalgono il “Paretone” (alta muraglia rocciosa che punta verso est, con un precipizio di 1.600 metri), e le pareti sovrastanti il ghiacciaio del Calderone. La ferrata più nota che porta alla Vetta Orientale è la “Via Ricci”, dal Rifugio Franchetti l'arrampicata lungo questo costone di roccia può sembrare più pericolosa di quello che realmente è.
  • La Vetta Occidentale può essere risalita attraverso il ghiacciaio del Calderone ma solo in tarda primavera, da fine maggio a inizio luglio, quando tra le tre Vette del Corno Grande la conca è ancora colma della neve dell’inverno ben trasformata dal sole e comoda da salire con i ramponi.

Sul Corno Grande, inoltre, durante l’inverno, quando le condizioni meteo lo permettono, è possibile praticare scialpinistico e ciaspolate.

Il Corno Grande
Corno Grande, 64045 Isola del gran Sasso D'italia TE, Italia
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